Convegno dedicato a Stefano Fermi

Stefano Fermi era il solo docente del “Manzoni” che nel 1938 non fosse iscritto al PNF.
Intellettuale antifascista, fondatore del “Bollettino storico piacentino”, a lui è stato dedicato un convegno che si è tenuto a Piacenza il 29 novembre 2005.

Il “Bollettino Storico Piacentino” compie il suo primo secolo di vita e per celebrare la ricorrenza organizza, martedì 29 novembre, dalle 9.30 alle 18.00, nella Cappella Ducale di Palazzo Farnese, una Giornata di studi, con il contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano e dell’Associazione “Amici del Bollettino”. Danno il loro patrocinio la Provincia, i Comuni di Piacenza e Caorso e la Sezione piacentina della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi.
Fondato nel 1906 da Stefano Fermi, il periodico piacentino, allora bimestrale, attualmente semestrale, assunse immediatamente un’impostazione rigorosa e scientifica. Pur mantenendo nel tempo il ruolo di motore propulsivo e di centro catalizzatore degli studi di storia locale, la rivista si occupò anche di letteratura e di altre scienze attinenti, come l’archeologia, la paleografia, la numismatica e molto altro ancora.

La giornata del 29 si articolerà in momenti distinti:
dalle ore 10.00 alle ore 13.00: si illustrerà il contesto culturale nazionale nel quale nacque la rivista e il lavoro svolto da Stefano Fermi, in particolare i suoi studi sul primo ottocento e l’eredità lasciata dal direttore (carte di studio presso la biblioteca Passerini Landi, corrispondenza, carte private e materiali di collezione presso l’Archivio di Stato di Piacenza), per concludere trattando il rapporto tra Fermi e il Fascismo. Questi relatori e il titolo dei loro contributi: Giovannea Rabitti (La nascita della rivista nel panorama culturale nazionale tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento), William Spaggiari (Stefano Fermi e gli studi sul primo Ottocento), Massimo Baucia (L’eredità Fermi: le carte di studio presso la Biblioteca Passerini Landi), Anna Riva (Corrispondenza, carte private e materiali di collezione di Stefano Fermi presso l’Archivio di Stato di Piacenza) e Angelo Cerizza (Stefano Fermi e il Fascismo)…
Dalle ore 13.00 alle 15.00 pausa, con possibilità di effettuare una visita agli allestimenti dei Musei di Palazzo Farnese;
Dalle ore 15 alle 18, si parlerà della rivista negli anni della direzione di Stefano Fermi, per poi affrontare il tema della ricerca storica sul Medioevo e l’età moderna il piano di politica di tutela dei monumenti e delle istituzioni culturali, per poi concludere illustrando gli elementi di storia dell’arte contenuti all’interno della rivista e delineando il profilo di Emilio Nasalli Rocca, collaboratore del fondatore della rivista. Questi i relatori ed i rispettivi contributi: Daniela Morsia (La rivista negli anni della direzione di Stefano Fermi), Piero Castignoli (La rivista e la ricerca storica sul Medioevo e l’Età moderna), Maria Luigia Pagliani (Il “Bollettino Storico Piacentino” per una politica di tutela dei monumenti e delle istituzioni culturali), Antonella Gigli (Elementi di storia dell’arte nelle pagine della rivista) e Carlo Emanuele Manfredi (Emilio Nasalli Rocca collaboratore di Stefano Fermi

In conferenza stampa, Vittorio Anelli ha ricordato le altre iniziative che il Bollettino Storico Piacentino proporrà in occasione del suo centenario: la presentazione degli indici della rivista, il riordinamento di carteggi relativi a Fermi conservati in Archivio di Stato (un epistolario di 12 mila lettere) e alla Biblioteca Passerini Landi, l’attivazione di un sito Internet dove si potranno consultare, tra l’altro, gli indici del Bollettino e il carteggio Fermi, la presentazione del volume di Ferdinando Arisi “Cose piacentine d’arte”.
Anelli ha anche brevemente ricordato la storia secolare della rivista, che fu diretta da Stefano Fermi fino al 1952 e che venne poi condotta da personalità tra le più illustri della cultura piacentina,come Emilio Nasalli Rocca e Giovanni Forlini. A Stefano Fermi va il merito, ha ricordato Anelli, di avere rinnovato l’interesse per la figura di Pietro Giordani, favorendo così il recupero di un patrimonio di straordinaria importanza per la storia culturale del nostro Paese.

E’ possibile scaricare l’opuscolo in formato PDF.

 

Alla pagina “Archivio della Memoria” sono elencati i principali lavori degli studenti realizzati dal 2003 fino ad oggi.

 

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